La novità del suono e ‘l grande lume

La novità del suono e ‘l grande lume

Il paesaggio musicale in Dante e intorno a Dante

Ensemble L’Homme Armé – direttore Gian Luca Lastraioli

Organico: 3 cantanti (2 tenori, 1 baritono), 3 strumentisti (organetto, viella, ribeca, flauti, liuto, citola, percussioni)

Programma

Salve Regina (Gregoriano)
Ave Virgo/ Ave Gloriosa/Domino (Anon. XIII sec.)
Agnus Dei (Gregoriano)

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Tant m’abellis (Folquet de Marseille) *

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Conductus (Anon. XIII secolo)
Amor potest/Ad amorem (Anon. XIII Secolo)

§

Te lucis ante terminum (Gregoriano)
Virgo Splendens (Anon. XIV sec.)
Mariam Matrem  (Anon. XIV sec.)

§

Canso Do’ll Mot (Arnaut Daniel) *

§

Tre danze (Anon. XIV sec.)

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Mater Dei/Mater Virgo Pia/Eius (Anon. XIV sec.)
Flos ut Rosa (Anon. XIV Sec.)

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Reis Glorios (Giraut de Bornelh) *

§

Voi che savete ragionar d’Amore **
Sonar bracchetti **
Voi che ‘ntendendo il terzo ciel movete **

* Ricostruzione metrica ed eterofonica di Gian Luca Lastraioli
** Parole di Dante Alighieri, musica di Gian Luca Lastraioli

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Sono fortunatamente numerosi gli indizi e le citazioni rintracciabili nelle opere di Dante che ci permettono di ricostruire quello che possiamo definire il paesaggio musicale entro il quale Dante stesso visse e operò e del quale fu, come poeta, filosofo e uomo di cultura, profondo conoscitore e, in talune circostanze, anche diretto protagonista.
Sappiamo ad esempio che Dante ebbe ampia familiarità con il mondo poetico/musicale dei trovatori provenzali, tanto che alcuni dei più rappresentativi fra di essi  (quali ad esempio Arnaldo Daniello, Folchetto da Marsiglia, Bertram dal  Bornio, Giraldo di Borneil e altri) si trovano citati chi in Purgatorio, chi in Paradiso, chi nel De Vulgari Eloquentia.
Sappiamo inoltre che, per ammissione delle stesso Dante, alcuni dei suoi versi (in particolare quelli delle ballate, dei sonetti e delle canzoni) erano in certi casi destinati non soltanto ad una piana lettura o declamazione verbale, ma erano concepiti da Dante stesso come forme di vera poesia per musica, ossia poesia che assumeva pieno significato soltanto quando veniva dotata di una “veste musicale” e, di conseguenza, veniva cantata.

Sulla scorta di queste conoscenze, il concerto che qui presentiamo ha in programma l’esecuzione di una calibrata scelta di brani risalenti alla seconda metà del XIII e al primo ventennio del XIV secolo che, nel loro insieme possono rappresentare una palusibile rappresentazione del mondo musicale del quale Dante fu spettatore interessato e, talvolta, come detto, anche direttamente partecipe.
Nel concerto saranno dunque eseguiti brani profani di carattere cortese ascritti ai “trovatori danteschi” (arrangiati sia in veste monodica che in forma eterofonica), brani polifonici di ascendenza devozionale tratti dal repertorio della cosiddetta Ars Antiqua (in merito alle cui  modalità compositive ed esecutive Dante stesso ci rende edotti in alcuni passi della Divina Commedia), brani strumentali di danza che sappiamo essere stati diffusi al tempo di Dante, e infine, per chiudere il cerchio, le nostre ricostruzioni musicali di alcune delle rime di Dante stesso quali esse avrebbero potuto essere state composte al tempo dai musicisti toscani (per esempio i celebri Casella e Lippo) con i quali sappiamo ch Dante ebbe rapporti professionali e ai quali spesso si rivolse per far mettere in musica i propri versi.
I brani del concerto sono eseguiti da tre cantanti e da tre strumentisti (liuto, viella e flauto diritto), che riproporranno così un organico del tutto assimilabile a quello che si trova descritto nelle fonti letterarie coeve o raffigurato nei dipinti e negli affreschi del tempo.

Gian Luca Lastraioli

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