geometrie e affetti (Monteverdi, Pärt)

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geometrie e affetti

Monteverdi, Pärt

 

 

L’HOMME ARME’

direzione

Fabio Lombardo

 

 

 

Il programma affianca due opere sacre di Claudio Monteverdi, abitualmente annoverate nell’ambito dello ‘stile antico’ con un lavoro del compositore estone Arvo Pärt, spesso criticato quale musicista conservatore a causa del suo riferimento a musiche molto antiche. In realtà il programma propone agli ascoltatori una riflessione su come opere decisamente nuove o moderne possono nascere da ‘materiali’ fortemente radicati nella tradizione musicale. E’ in questa direzione che vanno letti i due lavori liturgici di Monteverdi: il primo, il Magnificat secondo “a quattro voci in genere da cappella” costruito su “canti fermi” (cioè sulle salmodie gregoriane), dove l’invenzione armonica e contrappuntistica riesce a trasformare questi vetusti moduli sonori in qualcosa di estremamente dinamico e drammatico pur senza arrivare ai contrasti dinamici di altri brani della Selva morale e spirituale; il secondo, la Messa anch’essa “a 4 voci da cappella” pubblicata postuma nel 1650, costruita interamente su uno stesso materiale melodico per lo più in forma di scala. E anche in  questo caso un’inventiva contrappuntistica di straordinaria forza retorica permette di ricreare momento per momento ‘affetti’ differenti seppur costruiti su sequenze simili. In mezzo a questi due lavori il brano a 3 voci And one of the Pharisees …, basato sul testo del vangelo di Luca (7, 36-50) incentrato sul famoso episodio della cena a casa del fariseo con la lavanda dei piedi da parte della peccatrice. Si tratta di una vera e propria scena musicale, con tanto di struttura dialogica, concepita nel più puro stile pärtiano, di una forza e di una incisività assolutamente sorprendenti.