Ave…Virgo serena

Ave…Virgo serena

Architetture sonore nella musica sacra di Josquin Desprez

Ensemble L’Homme Armé – direttore Fabio Lombardo

Organico: 2 soprani, 2 alti, 3 tenori, 2 bassi

Programma

Josquin Desprez
Ave Maria … virgo serena

dalla Missa “l’homme armé super voces musicales”
Kyrie
Gloria

Pater noster/Ave Maria

* * *

Heinrich Isaac
dalla Missa “Comme femme desconfortée”
Credo

Josquin Desprez
Stabat mater/Comme femme desconfortée

dalla Missa “la sol fa re mi”
Sanctus
Agnus Dei

Praeter rerum series

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La relazione tra musica e architettura vanta una lunga tradizione e può essere declinata da vari punti di vista, primo fra tutti quello matematico che esprime le proporzioni sia tra gli elementi acustici fondamentali della musica che tra quelli geometrici della progettazione architettonica.
Un altro elemento può caratterizzare sia l’azione del compositore che dell’architetto: entrambe si occupano della concezione e dell’esecuzione, sia dell’elemento più intellettuale della creazione che di quello più sensibile della materia. E un aspetto sul quale spesso si insiste nei trattati del Quattrocento è proprio quello dell’idea, della concezione, della visione che sovrintende alla progettazione dell’insieme e alla creazione dei significati, anche arricchiti anche da possibili valenze simboliche. Questa relazione avrà una lunga storia nei secoli
successivi, soprattutto negli scritti teorici, che si soffermeranno su vari aspetti, principalmente sul piano dell’analogia o della metafora.
Ma c’è un aspetto della relazione tra musica e architettura che forse tocca maggiormente il problema della fruizione che, in modi probabilmente molto diversi, coinvolge tanto l’ascoltatore di oggi che quello del Rinascimento: sia l’architettura che la musica creano un “ambiente”, caratterizzato principalmente
dal tempo-spazio nella prima e dal tempo-suono nella seconda. Da ormai molti decenni gli studi musicologici si sono concentrati sulla ricerca e interpretazione di possibili proporzioni numeriche nelle composizioni di alcuni autori franco-fiamminghi almeno dalla seconda metà del Quattrocento in poi. Ma nella musica di Josquin Desprez questi aspetti sembrano caratterizzare una porzione decisamente
predominante della sua produzione: la concezione si manifesta proprio per l’uso di procedimenti strutturali che hanno una valenza simbolica. Nella sua musica possiamo riconoscere con particolare chiarezza le “campate” musicali, che sono contraddistinte da punti di appoggio ben precisi, da simmetrie e ripetizioni. E in questo senso la presenza a volte pervasiva di procedimenti canonici e imitativi contribuisce alla coesione e all’equilibrio delle parti, consolidando quella funzione retorica cui questo “ambiente” sonoro doveva mirare.
Il programma quasi tutto l’arco della vita compositiva di Josquin. Una parte delle sue composizioni sono costruite su cantus firmus, cioè su una melodia pre-esistente, che viene distribuita nel corso dell’intera composizione
in una forma ritmicamente dilatata: è il caso dei brani dalla Missa “l’homme armé super voces musicales” o dello Stabat mater. Altri brani sono costruiti con procedimenti canonici molto pervasivi, in cui almeno due delle sei voci sono costantemente in canone: Preter rerum seriem, Pater noster/Ave Maria. In tutti i brani i procedimenti imitativi sono usati in modo pressoché costante, a partire dall’Ave Maria, virgo serena, una composizione ascrivibile alla sua prima produzione. Un caso a sé è quello dei brani dalla Missa “la sol fa re mi”, una sorta di continua variazione contrappuntistica su quelle cinque note, un vero tour de force dove viene fuori anche l’aspetto un po’ ossessivo dell’autore. La misura e la proporzione tra questi procedimenti, riconosciuti o meno da chi ascolta, è alla base delle perfette costruzioni di Josquin. Per più ragioni è stato inserito anche un brano di un altro autore contemporaneo: per suggerire un elemento stilisticamente differente, e in particolare quello di un “concorrente”, Heinrich Isaac; perché il tenor su cui è costruito il Credo è basato sulla melodia della chanson Comme femme desconfortée la stessa che Josquin usa nello Stabat mater, in stretta analogia con il lamento della Madonna.
Fabio Lombardo

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