Da Dufay a Lang il fascino della voce

Da Dufay a Lang il fascino della voce

Da LA NAZIONE del 26 giugno 2018

Da Dufay a Lang il fascino della voce
A San Miniato al Monte l’ensemble de L’Homme Armé in un repertorio dal Rinascimento a oggi

di MICHELE MANZOTTI
Firenze, 26 giugno 2018 – Nel programma del Maggio Musicale Fiorentino è stato inserito anche un omaggio alla Basilica di San Miniato per i suoi mille anni. In questa architettura storica e affascinante la scommessa è stata quella di inserire musiche per lo strumento più naturale, ovvero la voce umana. A dare vita a un repertorio che ha spaziato dal Rinascimento alla contemporaneità è stato l’ensemble L’Homme Armé impegnato da oltre trent’anni al recupero di pagine antiche lanciando però spesso un ponte verso la contemporaneità evidenziandone i tratti comuni. La formazione, in questo caso Giulia Peri (soprano), Mya Fracassini (mezzosoprano), Giovanni Biswas (tenore) e Gabriele Lombardi (basso) diretti da Fabio Lombardo, ha proposto quattro brani di Guillaume Dufay e The little match girl passion di David Lang.
Del compositore vissuto nel XV secolo sono stati proposti pezzi sacri e profani con i cantanti nascosti dalla vista del pubblico (che ha riempito la basilica) e con la luce soffusa per evocare un’atmosfera perduta grazie a un autore notissimo al suo tempo e attivo anche a Firenze. Dello statunitense David Lang (nato nel 1957) è stata presentata la Passione della piccola fiammiferaia costruita sul modello delle passioni bachiane: il racconto della vicenda inframezzato dal coro. Questo lavoro vincitore del premio Pulitzer, ha messo alla prova il lavoro dell’ensemble (i cantanti erano anche percussionisti) nel ricreare quell’equilibrio tra sacro e profano già presenti in Dufay il cui stile ha trovato echi anche nella struttura compositiva.
La bravura tecnico-espressiva dell’ensemble ha catturato il pubblico anche se il programma non era tra i più immediati all’ascolto. Eppure l’attenzione è stata altissima, con un successo conseguente quasi scontato.