FloReMus – CONCERTO SERALE: Ensemble Dulces Exuviae/Adieu mes amours

FloReMus – CONCERTO SERALE: Ensemble Dulces Exuviae/Adieu mes amours

Le chanson di Josquin (II)

Nymphes, nappés – Josquin Desprez (1450 ca -1521)
Fortuna desperata – Antoine Busnois (1430 – 1492) / Josquin Desprez
Ricercar 33 – Marco dall’Aquila (1480 – 1538)
In te domine speravi – Josquin Desprez  
Douleur me bat – Josquin Desprez  
Ile Fantazies de Joskin – Josquin Desprez  
Quant de vous seul – Johannes Ockeghem (1410 -1497)
Ricercar – improvisation 
Mille regretz – Josquin Desprez  
Canción del Emperador – Luys de Narváez (1500 – 1560)
Regretz sans fin – Josquin Desprez
En l’ombre d’un buissonet – Josquin Desprez
La Bernardina – Josquin Desprez
Adieu mes amours – Josquin Desprez
Ricercar – improvisation  
Ave maria – Josquin Desprez

Dulces Exuviae
Romain Bockler – baritono
Bor Zuljan – liuto

Questo concerto è realizzato con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

Biglietti: Intero € 18 / ridotto € 12
A fronte della riduzione della capienza delle sale e per consentire una migliore organizzazione, è obbligatoria la prenotazione per tutti gli eventi, compresi quelli ad ingresso libero.

Si informa il nostro pubblico che, a partire dal 6 agosto, secondo quanto stabilito dal D.L. 23 luglio 2021 n. 105 relativo a “misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da #COVID19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”, l’accesso agli spazi aperti al pubblico gestiti dall’Associazione L’Homme Armé sarà consentito esclusivamente alle persone munite di Green Pass.
La certificazione verde Covid-19 attesta una delle seguenti condizioni:
– aver fatto la vaccinazione anti Covid-19 (in Italia viene emessa sia dopo 15 giorni dalla prima dose sia al completamento del ciclo vaccinale)
– essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore
– essere guariti dal Covid-19 negli ultimi sei mesi
La verifica del Green Pass sarà effettuata all’ingresso dei vari luoghi dove si tengono gli eventi dal personale del festival e avverrà tramite esibizione del QR code della certificazione verde e di un documento d’identità in corso di validità.
Coloro che non fossero in possesso anche solo di uno dei due documenti non potranno accedere all’evento.
Ricordiamo, inoltre, che dovrà rimanere l’obbligo dell’uso della mascherina durante tutta la durata degli appuntamenti e che permane la regola del distanziamento interpersonale di almeno un metro tra persone non abitualmente conviventi.

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Alla fine del XV secolo, quando la composizione musicale acquisì importanza come vera creazione artistica e apparve il termine “compositore”, Josquin Desprez ottenne un successo senza precedenti. Nessun altro compositore prima di lui era mai stato così ammirato dai suoi contemporanei, e lui stesso era ben consapevole della sua popolarità. Per questo non aveva esitato a chiedere uno stipendio quasi il doppio di quello del suo contendente, il famoso Heinrich Isaac, per candidarsi all’establishment musicale del Duca di Ferrara quando il posto divenne vacante nel 1503. A quel tempo, Josquin aveva trascorso quasi vent’anni in Italia, prima a Milano al servizio degli Sforza, poi a Roma nella cappella papale. In quel periodo pare che trascorresse alcuni anni anche al servizio del re di Francia, Luigi XII, prima di essere assunto dal duca d’Este dove rimase solo un anno. Dopo una carriera fatta di incessanti viaggi al servizio di molteplici mecenati, Josquin tornò nella natia Hainaut per godersi un tranquillo ritiro a Condé sur l’Escaut, come prevosto della chiesa Notre-Dame.

La sua fama di compositore fu molto probabilmente amplificata anche dalla nascita e dall’ascesa della stampa musicale all’inizio del XVI secolo. La pubblicazione delle sue opere non solo ne accelerò la circolazione, ma incoraggiò anche il moltiplicarsi di attribuzioni dubbie. È vero che il suo nome era una garanzia di buone vendite. Secondo un aneddoto riportato da Baldassarre Castiglione nel suo Libro del cortigiano, “quando fu cantato un mottetto davanti alla duchessa, non piacque a nessuno e non fu trovato buono, finché non si seppe che era stato composto da Josquin Desprez”. Questo spiega perché, anche diversi decenni dopo la sua morte, le “nuove” opere di Josquin venivano ancora pubblicate in tutta Europa. Questo fenomeno influenzò particolarmente le sue chansons, di cui pochissime furono copiate o stampate durante la sua vita. La più famosa di tutte oggi, Mille regretz, non fu attribuita a Josquin fino al 1538, diciassette anni dopo la sua morte, e cinque anni dopo fu pubblicata per la prima volta con il nome di “J. Lemaire”.

In questo programma il duo Dulces Exuviae si concentra non su Josquin – il maestro della polifonia, ma piuttosto sulla sua ispirazione melodica, che a volte può essere oscurata quando tutte le voci sono cantate contemporaneamente. Questa era almeno l’opinione di Baldassare Castiglione nel suo libro sopracitato: “Mi sembra che chi canta bene faccia una bella musica, leggendo la partitura con sicurezza e in modo piacevole. Ma è ancora più bello saper cantate al liuto, perché tutta la dolcezza consiste quasi in una melodia, e con molta più attenzione si nota e si sente l’aria e l’arte di cantare, quando le orecchie non sono occupate ad ascoltare più di una voce».

Ispirandosi a vari trattati del XVI secolo che descrivono dettagliatamente come improvvisare ornamenti melodici, Romain Bockler e Bor Zuljan hanno scelto di rinnovare la nostra esperienza uditiva della musica di Josquin trasformando le sue complesse polifonie in altrettante melodie accompagnate dove le sottigliezze non stanno più nel rapporto contrappuntistico tra le varie parti della polifonia, ma nella duttilità e virtuosismo della voce, che forma un insieme armonico con il liuto. Le sue chanson sono così “ricche di melodie diverse” per l’aggiunta di fredons o diminutioni, che aprono la strada a un nuovo approccio alle opere più belle dell'”età d’oro della polifonia”.
Philippe Canguilhem (adattamento di Bor Zuljan)

06Settembre2021

21,15

Museo di S. Marco (Biblioteca di Michelozzo), Piazza S. Marco, Firenze

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