FloReMus – CONCERT À BOIRE: Ensemble Vago Concento/Il concerto delle dame

FloReMus – CONCERT À BOIRE: Ensemble Vago Concento/Il concerto delle dame

I concerti “secreti” alla corte di Ferrara

Luzzasco Luzzaschi (1545 – 1607)
A voce sola
Aura soave
O primavera 
Ch’io non t’ami cor mio 

Duetti
Stral pungente d’amore 
I’ mi son giovinetta 

Terzetti
O dolcezz’amarissime d’amore 
Troppo ben può 
T’amo mia vita 
Non sa che sia dolore

Ensemble Vago Concento
Maria Clara Maitzegui, soprano
Sara Ricci, soprano 
Cecilia Rizzetto, soprano 
Marcello Rossi Corradini, clavicembalo

Biglietti: € 5
A fronte della riduzione della capienza delle sale e per consentire una migliore organizzazione, è obbligatoria la prenotazione per tutti gli eventi, compresi quelli ad ingresso libero.

Si informa il nostro pubblico che, a partire dal 6 agosto, secondo quanto stabilito dal D.L. 23 luglio 2021 n. 105 relativo a “misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da #COVID19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”, l’accesso agli spazi aperti al pubblico gestiti dall’Associazione L’Homme Armé sarà consentito esclusivamente alle persone munite di Green Pass.
La certificazione verde Covid-19 attesta una delle seguenti condizioni:
– aver fatto la vaccinazione anti Covid-19 (in Italia viene emessa sia dopo 15 giorni dalla prima dose sia al completamento del ciclo vaccinale)
– essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore
– essere guariti dal Covid-19 negli ultimi sei mesi
La verifica del Green Pass sarà effettuata all’ingresso dei vari luoghi dove si tengono gli eventi dal personale del festival e avverrà tramite esibizione del QR code della certificazione verde e di un documento d’identità in corso di validità.
Coloro che non fossero in possesso anche solo di uno dei due documenti non potranno accedere all’evento.
Ricordiamo, inoltre, che dovrà rimanere l’obbligo dell’uso della mascherina durante tutta la durata degli appuntamenti e che permane la regola del distanziamento interpersonale di almeno un metro tra persone non abitualmente conviventi.

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Chiunque viaggiasse nell’Italia settentrionale del 1580 sentiva raccontare meraviglie sui concerti secreti alla corte di Ferrara. Ideati dal duca Alfonso II d’Este, ultimo epigono di un illustre casato, egli aveva fatto del mecenatismo artistico la sua maggiore gloria. Dal 1578, anno del suo terzo matrimonio con Margherita Gonzaga, alla sua morte nel 1597, il duca volle un piccolo gruppo di dame per i suoi concerti segreti: musiciste dalla grande tecnica e dalle voci ineguagliabili, che tuttavia solo alcuni eletti ebbero modo di ascoltare. L’attività del “Concerto delle dame principalissime”, selezionato personalmente da Margherita Gonzaga, si può suddividere in due periodi, a partire dal 1567, formato dalle prime damigelle della Duchessa e dalle principesse Leonora e Lucrezia, e successivamente dall’arpista Laura Peperara, dalla liutista Anna Guarini e dalla violista Livia d’Arco. Con le tre donne collaborò anche Tarquinia Molza, coltissima intellettuale dell’epoca, che vi si unì più volte, stabilendosi poi a Ferrara come damigella d’onore delle sorelle del Duca. La fama del gruppo dipese, oltre che dall’altissima qualità esecutiva, anche dall’efficace presenza scenica delle musiciste. Non conosciamo il repertorio completo delle musiche eseguite, conservate in segreto e interdette al pubblico, ma sappiamo che per il Concerto scrissero autori come Gesualdo da Venosa, Jacques de Wert, Claudio Monteverdi, e Tarquinio Merula. Le esecuzioni erano accompagnate dallo stesso Luzzaschi all’archicembalo e dalle dame al liuto, alla viola da gamba e all’arpa. All’eccezionalità dell’esecuzione strumentale, si aggiungeva quindi lo stupefacente virtuosismo delle cantanti, che davano vita agli ornamenti più vari. In un’epoca in cui la partecipazione delle donne nel campo artistico era un evento rarissimo, il Concerto delle dame si esibiva quotidianamente nelle stanze della Duchessa, ed era quindi una novità d’avanguardia. Il duca allargò il pubblico ad un selezionato gruppo di nobili ed intellettuali e ai diversi regnanti in visita alla corte, acconsentendo a raccoglierne le musiche ma senza autorizzarne la stampa, che avvenne in modo parziale dopo la sua morte. Il Concerto divenne presto un modello da imitare presso altre corti italiane: a Mantova, Firenze, e in varie corti italiane. Luzzasco Luzzaschi compose i Madrigali per cantare et sonare a uno e doi, e tre soprani in un arco di tempo molto ampio, tra il 1568 e il 1597. Compositore considerato un grande maestro nell’Italia settentrionale già prima dei suoi trent’anni, famoso organista e autore di madrigali, visse in una città, Ferrara, che all’epoca raggiunse la sua più fervida vivacità musicale. I madrigali che presentiamo, scritti per un organico così particolare, rappresentano una delle opere più singolari della nostra letteratura musicale: dal punto di vista della scrittura, con parti vocali complete di diminuzioni e accompagnamento realizzato dall’autore; per il tipo di fruizione, poiché destinati ad una ristretta elite; dal punto di vista compositivo, per le numerose citazioni e riprese di generi musicali differenti, dalla villanella, al madrigale a cinque voci, con alcuni passaggi presi dal canto fermo. Importante, infine, l’importanza dei testi, scritti in gran parte dal letterato e poeta di corte Giambattista Guarini, molto vicino all’ambiente teatrale e musicale e competente interprete letterario del nuovo stile musicale. Alla morte di Alfonso II, e in seguito al passaggio di Ferrara allo stato pontificio, fu possibile pubblicare i madrigali di Luzzaschi in un’unica edizione romana del 1601. Tutto però si era ormai dissolto, non solo per il brutale omicidio di Anna Guarini, accusata dal marito di adulterio nel 1598, ma anche per la progressiva perdita del grande repertorio dal Duca gelosamente custodito e mai dato alle stampe. Il Concerto delle Dame divenne così quello che era stato nella mente del Duca: un sogno nella sfera dell’inudibile e del meraviglioso.

L’ensemble VAGO CONCENTO è stato fondato nel marzo 2007 da Marcello Rossi Corradini con lo scopo di approfondire la musica vocale e strumentale dell’epoca rinascimentale a barocca (dal XVI al XVIII secolo) con particolare attenzione alla prassi storica su strumenti originali. I membri del gruppo fanno parte di alcune delle migliori formazioni italiane nel campo della musica antica. All’attività esecutiva l’ensemble affianca la ricerca vocale del suono d’insieme e quella del repertorio, con predilezione per la musica rinascimentale e barocca italiana. 

Obbiettivo dell’ensemble è inoltre il recupero e valorizzazione di musica inedita: a tal proposito ricordiamo la prima esecuzione italiana di un mottetto inedito di G. Frescobaldi, cui ha dato ampia risonanza l’inserto culturale del Sole 24 ore e Radio 3 Suite e la ricostruzione ed incisione discografica dell’Inno dell’Accademia Filarmonica di Verona “Chi non conosce Amore”, composta dal suo primo maestro, Agostino Bonzanino, in epoca rinascimentale. Tra il 2019 e il 2020 si segnalano il progetto di valorizzazione della musica di Stefano Bernardi, eseguito a Verona e Salisburgo e i concerti monografici su Barbara Strozzi all’interno del progetto triennale Musica Donna.

04Settembre2021

7:30 pm

MAD, Murate Art District, Piazza delle Murate, Firenze

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