FloReMus – CONCERTO SERALE: Tra l’Arno e il Mincio/L’Homme Armé

20Settembre2026

21,15

Acquista Biglietto

Auditorium Sant'Apollonia, Via S. Gallo 25, Firenze

FloReMus – CONCERTO SERALE: Tra l’Arno e il Mincio/L’Homme Armé

Le corti di Firenze e Mantova tra Cinque e Seicento

Musiche di Alessandro Striggio, Marco da Gagliano, Giaches de Wert, Salomone Rossi, Claudio Monteverdi

L’Homme Armé
Sonia Tedla Chebreab, soprano
Marta Fumagalli, mezzosoprano
Andrés Montilla Acurero, tenore
Riccardo Pisani, tenore
Gabriele Lombardi, baritono
Giovanni Bellini, chitarrone
Bianca Cucini, viola da gamba
Fabio Lombardo, direzione

Biglietto intero €18
Ridotto per persone fino a 30 anni € 12
Da 3 biglietti interi in poi € 15 ciascuno
Ridotto a € 15 solo al botteghino dietro presentazione di un biglietto dei Musei Nazionali della Toscana 

Alla fine del ‘500, con il declino della corte estense di Ferrara, i rapporti tra Firenze e Mantova si infittiscono sia per motivi politico-dinastici, il matrimonio del duca Vincenzo I Gonzaga con Eleonora de’ Medici, sia per motivi più specificamente culturali, un ambito in cui la musica, considerata “ornamento de’ principi”, ha svolto un ruolo tutt’altro che secondario. Il nobiluomo mantovano Alessandro Striggio era già dal 1560 “servitore” del Duca di Firenze Cosimo I, dove svolse un ruolo di primo piano nella corte fiorentina anche con composizioni memorabili (come il mottetto Ecce beatam lucem a 40 voci!). Si trovò a collaborare con alcuni dei musicisti attivi a Firenze negli ultimi decenni del secolo, come Francesco Corteccia, Cristofano Malvezzi, Jacopo Peri, il giovane Giulio Caccini. Ma anche a Mantova ebbe modo di conoscere Giovanni Giacomo Gastoldi, Giaches de Wert o Benedetto Pallavicino come vari altri virtuosi presenti in quella corte. Nell’ambito dei fervidi scambi musicali tra le due corti era prassi chiedere collaborazioni e rinforzi per grandi eventi che richiedevano organici fuori dal comune. Era successo nel 1589 quando alcuni musicisti mantovani erano stati richiesti a Firenze per collaborare alla realizzazione dei grandiosi Intermedi della Pellegrina. Ma successe anche in direzione contraria quando alcuni musicisti fiorentini vennero richiesti a Mantova per alcuni grandi eventi del 1607-08, tra cui le famose rappresentazioni de L’Arianna di Monteverdi e della Dafne di Marco da Gagliano, entrambe su libretto del fiorentino Ottavio Rinuccini.
In un formato “da camera” il programma tocca alcuni momenti salienti degli scambi culturali tra la corte medicea e quella gonzaghesca con musiche da camera che risentono fortemente di quegli orientamenti culturali e dei gusti musicali ad essi connessi, evidenziando in particolare la convivenza tra lo stile del madrigale tardo cinquecentesco e il nuovo genere monodico che, teorizzato e praticato dalla Camerata dei Bardi, si sarebbe rapidamento diffuso in tutta Europa.

20Settembre2026

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20 Settembre 2026 | FloReMus – CONCERTO SERALE: Tra l’Arno e il Mincio/L’Homme Armé

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