08Settembre2025
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Cenacolo del Fuligno, Via Faenza 40, Firenze
FloReMus – CONCERT À BOIRE: Lamenti d’amore/Le Musicali Favelle
Passioni e tentazioni barocche
Le Musicali Favelle
Marco Cristelli, tenore
Carlo D’Ariano, tiorba
Biglietto unico € 5
Le prenotazioni saranno tenute fino a 15 minuti prima dell’inizio del concerto
Un viaggio musicale che attraverso l’esplorazione di tematiche universali come l’amore, il dolore e la speranza, permette di entrare in contatto con le emozioni più profonde e sublimi di alcuni dei brani maestri del primo Barocco italiano.
Per molto tempo nella storia della civiltà occidentale la musica era prevalentemente vocale e quindi legata alle parole. Pertanto, i compositori erano naturalmente sottoposti alle “leggi” retoriche che governano i testi musicati, e anche dopo lo sviluppo della musica strumentale, i principi retorici hanno continuato per qualche tempo ad essere utilizzati non solo per la musica vocale ma anche per i lavori strumentali.
Fu nel Rinascimento che si sviluppò la “teoria degli affetti”, che esaminava il rapporto tra la musica, i sentimenti che essa rappresenta e gli effetti che produceva sull’animo umano. All’inizio, i compositori la impiegarono con una certa cautela; in seguito, in epoca barocca, i musicisti portarono alle estreme conseguenze l’utilizzo dei modi in cui l’intera gamma delle emozioni umane si esprimeva in musica: crearono anche una sorta di “catalogo” dei toni musicali che imitavano le passioni umane e i fenomeni naturali, in particolare rimarcando le parole più rilevanti del testo con dissonanze e cromatismi.
Nel XVII secolo le corrispondenze tra retorica e musica arrivarono a permeare ogni livello del pensiero musicale, sia che riguardassero stili, forme, espressioni e metodi compositivi, sia che affrontassero questioni relative alla rappresentazione scenica.
La correlazione tra musica e principi retorici è dunque uno degli aspetti più peculiari del razionalismo musicale barocco e ha contribuito grandemente allo sviluppo della teoria musicale e dell’estetica di quel periodo. La preoccupazione principale riguardava l’impatto che i vari stili musicali avevano sul significato e sull’intelligibilità delle parole, e praticamente ogni elemento che riguardava la musica di quel periodo veniva collegato, direttamente o indirettamente, a concetti retorici.

