I Concerti al Cenacolo-Marco Mencoboni/Le Vertigo

I Concerti al Cenacolo-Marco Mencoboni/Le Vertigo

Musiche clavicembalistiche francesi

Marco Mencoboni – clavicembalo

musiche di L. Couperin, J. H. d’Anglebert, A. Forqueray, J. F. Dandrieu, C. B. Balbastre, J. Royer

Biglietto unico € 8
La biglietteria apre un’ora prima dello spettacolo 
I posti sono esauriti. Per prenotarvi in lista di attesa scrivete a informazioni@hommearme.it

Tutte le iniziative si svolgeranno nel rispetto dei protocolli anti-covid. Sarà necessario l’utilizzo della mascherina e in tutti gli spazi verrà garantito il distanziamento sociale. A fronte della riduzione della capienza delle sale e per consentire una migliore organizzazione, è caldamente raccomandata la prenotazione per tutti gli eventi, compresi quelli ad ingresso libero.

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Louis Couperin   (c. 1626  – 1661)
Prélude
Allemande l’Amiable
Courante la Mignonne
Sarabande
La Piemontoise
(Da: Manuscrit Bauyn, c. 1660. Bibliothèque Nationale de France)

Jean-Henry d’Anglebert    (1629  – 1691)
Tombeau de Mr. de Chambonnieres
(Da: Piéces de Clavessin, 1689)

Antoine Forqueray   (1671 – 1745)
La Marella
La Clément
La D’Aubonne
(Da: Pieces de Viole composées par Mr Forqueray le Pere Mises en Pieces de Clavecin, 1747)

Jean-François Dandrieu (1682 – 1738)
La Gemissante
(Da: Pieces de Clavecin Première Livre, 1724)

Claude-Bénigne Balbastre (1724  – 1799)
La Boullogne
La Lugeac
Da: Pieces de Clavecin (1759)

Joseph-Nicolas-Pancrace Royer (ca. 1705  – 1755)
L’ Amiable
Le Vertigo
(Da: Pieces de Clavecin, 1746)

Il programma del concerto copre quasi due secoli di letteratura della scuola clavicembalistica francese attraverso esecuzioni di brani composti da alcuni dei sui più importanti esponenti. Nel ‘600 Louis Couperin, insieme a Jacques Champion de Chambonnière e Jean Henry d’Anglebert è stato uno dei più importanti compositori per questo strumento, particolarmente influenzato dal suo incontro con Johann Jakob Froberger, vide contaminato il suo stile compositivo dagli influssi della scuola romana di Girolamo Frescobaldi. Le sue composizioni, tutte giunte manoscritte grazie a diverse raccolte, uniscono alla fantasia improvvisativa dei preludi non misurati privi cioè di battute che avrebbero imposto una certa rigidità nella pulsazione ritmica, un’eleganza straordinaria che ritroviamo all’epoca solo in uno dei più importanti suoi contemporanei: Jean-Henry d’Anglebert.

Il nuovo secolo, anche grazie all’amore per la musica del Re di Francia Louis XIV, vide il clavicembalo divenire il Re degli strumenti musicali e la fioritura di una meravigliosa letteratura per lo strumento. Louis Marchand, Antoine Forqueray, François Couperin, Nicolas Clérambault, Pancrace Royer, Jean Philippe Rameau e tanti altri consacrarono questo strumento all’eternità attraverso la composizione di pagine di rara bellezza che segnarono, tra l’altro, il cammino della letteratura musicale francese dei secoli successivi fino a Debussy e Ravel. Quella francese del XVIII secolo fu un’estetica speciale e per certi versi lontana da quella contemporanea italiana, Le goût français si basava su un’ideale di delicatezza, evanescenza ed eleganza fuori dal tempo. Un mondo dove anche la musica si dilettava con trucco, parrucche profumate, talco; era la ricerca di un suono dolce e carezzevole a volte tuttavia infranto per contrasto da composizioni assordanti e virtuosistiche. Per soddisfare queste necessità estetiche gli strumenti francesi del ‘700 giunsero a dei livelli di assoluta perfezione, costruttori come Nicolas Blanchet, Pascal Taskin, Jean Henri Hemsch perfezionarono per servire la musica un ideale di stile e bellezza del suono unici. Uno sforzo che si dimostrò alla fine vano, poiché quando le ghigliottine iniziarono a cadere, fu soprattutto il legno dei loro strumenti ad alimentare i fuochi dei parigini che avevano bisogno di scaldarsi.
Marco Mencoboni

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Marco Mencoboni ha terminato i suoi studi di Organo e composizione nel 1985 presso il conservatorio di Bologna, dove ha studiato nella classe di Umberto Pineschi.
Nel 1984 si è iscritto allo Sweelinck Conservatorium di Amsterdam per gli studi di clavicembalo studiando con Ton Koopman. Nel 1987 è passato nella classe di Gustav Leonhardt con il quale ha terminato gli studi nel 1990 e dal quale ha appreso l’arte dello strumento. Contemporaneamente, nel 1988 è stato allievo per il Basso Continuo e la Musica da Camera di Jesper Christensen alla Schola Cantorum di Basilea e nel 1997 si è diplomato in Clavicembalo presso il Conservatorio di Pesaro con il massimo dei voti cum laude.
Nel 2008 ha seguito un corso per la direzione d’orchestra con M° Gilberto Serembe e successivamente ha intrapreso un ulteriore percorso di studi con il M° Diego Fratelli al Conservatorio di Lecce, dove si è laureato in Vocalità Rinascimentale con il massimo dei voti e la lode. Tiene concerti sia come solista che come direttore del suo complesso Cantar Lontano nei più importanti festival ed è molto attento alla divulgazione della musica che ha realizzato negli ultimi anni, su commissione del Festival di Utrecht, anche con il progetto Early music tutorials su Youtube. Ha creato e diretto per molti anni nelle Marche il Festival Cantar Lontano, insegna all’Accademia Rossiniana di Alberto Zedda di Pesaro e dal 2017 è direttore e docente del Monteverdi Project per il Manoel Theatre di Malta. Ha nel 2020 debuttato nella mondo dell’opera dirigendo l’Otello di Gioachino Rossini.

18Ottobre2020

17,30

Cenacolo di Andrea del Sarto, Museo di S. Salvi, via di S.Salvi 16, Firenze

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